Musica e balli

il Samba

quem nao gosta de samba…
bom sujeito nao è…
è ruim da cebeça…
ou doente do pé

Già nel 1838 la parola samba circolava almeno in Pernambuco e definiva più un tipo di danza che un genere musicale.

Si racconta che fu nella casa della bahiana soprannominata "Tia Siata" che nacque il "samba pelo telephone", che lanciò il nuovo genere musicale.

Fu il primo samba ad essere registrato su vinile nella storia.

Joaquim dos Santos Ernesto Maria, soprannominato "Donga", registrò "Pelo Telephone" nel 1916. Il testo della musica era di Mauro de Almeida ed ebbe un grosso successo.

La prima generazione di musicisti carioca era formata proprio da un gruppo di persone che frequentavano la casa di "Tia Siata" come Canina, Heitor dos Prazeres e José Barbosa da Silva, che fu soprannominato il re del samba e che, insieme a Heitor dos Prazeres, Caninha e altri pionieri, stabilì i primi fondamenti dello stile.

Un samba diverso, con una cadenza più marcata da quelli registrati fino ad allora veniva suonato dalla prima scuola di samba costituitasi nel 1928 con il nome di "Deixa Falar".

Molti appartenenti alla Deixa Falar erano divenuti famosi come "sambistas", come Ismael Silva, Niton Bastos. Fu anche la prima scuola di samba ad usare uno strumento fino ad allora sconosciuto, il surdo che diventò il principale strumento delle batterie di samba.

Dopo il carnevale La Deixa Falar entrò crisi direttiva a causa di mancanza di sostentamento economico. Il vuoto lasciato nella musica popolare brasiliana dalla Deixa Falar fu immenso. Dopo nasceranno tutte le altre scuole di samba.

Negli anni '30 iniziano a comparire anche tipologie diverse di samba come samba/choro o gafiera samba, molto sincopata, samba de breque con strofe simili alle dei rap, o samba canzone, più lenta, a partire di Ai Ioiô (Bel fiore) di Araci Cortes. A São Paulo o Bahia, il samba incorporò tonalità regionali.

Attualmente sono tantissime, e non solo in Brasile, le scuole di samba. Una batteria di samba può contenere anche piò di cinquecento strumentisti.

Consiglio per un samba da anni '60 e '70 il cantante Jair Rodiguez, che fu addirittura…, insieme al figlio di 8 anni Jairzinho, tra gli ospiti stranieri del Festival di Sanremo '84!

Molto bello è il secondo di una serie di tre album "Dois na Bossa Número 2" realizzati in collaborazione con Elis Regina. L'album spazia dal samba alle canzoni melodiche.

Invece per qualcosa che si avvicini maggiormente al samba carnevalesco consiglio gli Olodum e il cd "A musica do Olodum 20 anos".

Danza

La parola samba deriva da "semba", che nel dialetto degli schiavi provenienti dall'Angola e dal Congo significa umbigada, ossia ombelico. In Brasile si usava il termine samba per indicare il modo di ballare degli schiavi importati dall'Angola e dal Congo. Infatti all'inizio il samba definiva più un tipo di danza che un genere musicale.

Lo scrittore e viaggiatore portoghese Alfredo Sarmento definisce l'umbigada (detta in napoletano 'a panzata) in questo modo: "in un circolo formato da vari danzatori, nel centro un negro (o una negra) danzando sceglie una persona del circolo, gli da una umbigada, chiamata anche "semba", ossia si toccano con l'ombelico e viene così sostituita da questa nel centro del circolo, e così via". Questo era lo stesso sistema che più tardi in Brasile verrà chiamato anche "Roda carioca de pernada" dove il danzatore del centro si scambia il posto con uno dei danzatori non con una umbigada, ma con un piccolo colpo della gamba (nu cavc' alla napoletana).

Il samba è uno dei balli più famosi e più caratteristici, è diventato ballo nazionale per eccellenza e prodotto di esportazione. Esso è nato come ballo sociale e solo successivamente è diventato un ballo di coppia. Agli inizi si eseguiva in cerchio e ogni ballerino effettuava frenetici movimenti del corpo, in particolare dai fianchi in giù. Il ritmo velocissimo non consentiva l'esecuzione di figure coreografiche. I passi, ove esistenti, erano brevi, rapidi e ripetuti.

I balli dai quali si fa derivare il samba sono:

  • batuque, ballo rituale degli schiavi africani, eseguito da un solista o da una coppia, al centro di un cerchio di altri schiavi;
  • lundù, ballo originario del Congo, arricchitosi di elementi brasiliani;
  • maxise (maxixe), detto tango brasiliano per la presa e la posizione della coppia: il ritmo sincopato è stato definito afro-brasiliano perché, da un lato è africano puro (la melodia si interrompe all'improvviso per lasciare spazio ad un intermezzo di sole percussioni); dall'altro risente della contaminazione europea (alcune figure sono simili alla polca).

Il samba delle origini era molto diverso da quello che oggi conosciamo. Gli studiosi ne hanno catalogato alcune tipologie:

  • samba di Bahia: una forma di batuque primitivo, molto veloce, che rimase presente per molti decenni nelle comunità di campagna;
  • samba Carioca: è il ballo che i negri portavano a Rio de Janeiro in occasione del carnevale. Il samba che balliamo oggi è una sua diretta derivazione.
  • Guineo: danza femminile sviluppatasi a São Paolo sulla base musicale del samba veloce. Le donne ballavano singolarmente o a gruppi, mentre gli uomini si disponevano attorno alla pista.

Tutti e tre i tipi di samba erano utilizzati nelle celebrazioni delle feste. Secondo le abitudini delle popolazioni brasiliane, le feste erano vissute come vere e proprie parentesi di sfrenatezze e di esagerazioni: fra tutte, il Carnevale, da secoli l'evento più importante e più sentito nell'intera nazione. I suoi festeggiamenti duravano (e durano), ininterrottamente, anche più giorni e più notti.

La più grande ballerina del samba è Carmen Miranda che negli anni '40, al ritmo scatenato di questo ballo, conquistò il mondo occidentale, sia sul set cinematografico che sul palcoscenico.